Discarica di scorie all'Amiantifera? I timori...

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Articolo pubblicato il 05/05/2017 alle ore 17:36.
Discarica di scorie all'Amiantifera? I timori... 3
Discarica di scorie all'Amiantifera? I timori... 3

«Nelle prossime settimane convocheremo un incontro con Alberto Valmaggia, assessore all'ambiente, per discutere sull'ipotesi della creazione di una discarica d'amianto sul territorio” annuncia il sindaco Susanna Costa Frola  che prosegue così: «Al momento non è ancora stata calendarizzata una data, ma senz'altro avverrà nel sala consiliare».
Dopo la recente assemblea, svoltasi mercoledì 19 aprile, l'ente regionale non ha fatto alcun passo concreto verso la realizzazione del progetto, come spiega Costa Frola: «Venerdì scorso mi sono recata a Casale Monferrato dove si è confermato che la Regione ha individuato quattro siti per stoccare materiale inerte ma non esistono progetti, indicazioni e, meno che mai, tempistiche certe. Dunque resta, al momento, solo un'ipotesi».
Mentre il primo cittadino cerca di diffondere notizie rassicuranti, esiste un gruppo di coriesi che continua a vigilare sulla bonifica. Sostiene Mauro Salot, presidente dell'associazione Sentieri Alta Val Malone: «Un insieme di compagini locali ha deciso di scrivere ai nostri amministratori per sollecitare informazioni riguardanti la bonifica della cava tra Corio e Balangero e gli sviluppi odierni e futuri sulla discarica d'amianto di cui abbiamo appreso dalla stampa. La posizione attuale della Regione ci sembra in contrasto al documento redatto alcuni anni fa, in cui si legge della volontà di valorizzare il paesaggio. C'era sembrato che il compito fosse stato affidato alla Rsa, la società che s'occupa della riqualificazione. Invece, apprendiamo che desiderano farla diventare una discarica. Non è più valido questo documento programmatico? Attendiamo l'assessore regionale per avere lumi sulla vicenda».
Risponde Massimo Bergamini, direttore della Rsa: «Il volume sul concorso di idee è stato finanziato dalla nostra società, controllata dai Comuni di Corio, Balangero, Città Metropolitana e Regione. Per quanto riguarda la bonifica esiste una differenza rispetto a dieci anni fa ed è costata 5 milioni d'euro sulla montagna. L'acqua del torrente Fandaglia è passata dalla presenza di cinquecento fibre d'amianto al litro a una fibra al litro».

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