Modella rapita in valigia: le indagini

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Articolo pubblicato il 13/08/2017 alle ore 09:48.
Modella rapita in valigia: le indagini  3
Modella rapita in valigia: le indagini 3

LEMIE - A che punto sono le indagini dopo una settimana dal caso della modella rapita e tenuta prigioniera nelle Valli di Lanzo? «Storia strana ma del tutto vera». Lo ha spiegato  ai media britannici l'avvocato Francesco Pesce, il legale italiano di Chloe Ayling, la modella inglese di 20 anni ingannata con una offerta-lavoro  di un servizio fotografico a Milano e poi sequestrata da Lukasz  Pawel Herba, trentenne di origine polacca, che avrebbe voluto metterla in vendita nel deep web. La  precisazione arriva dopo i dubbi (per la verità tanti) sulla ricostruzione della intera vicenda che erano emersi in particolare sui tabloid  inglesi che riportavano l’ipotesi di una conoscenza già pre-esistente fra la ragazza e il suo rapitore. L'avvocato avrebbe raccontato alla Bbc che la  modella doveva essere venduta in Medio Oriente come  di schiava del sesso. La ragazza, da parte sua, ha affermato durante le deposizioni alla Polizia di essere sempre stata sotto costante minaccia di morte, per  questo motivo è stata obbligata anche a fare shopping. Ma  la storia del rapimento della modella inglese ha ancora  molti dettagli che non tornano agli inquirenti. A partire dal ruolo della  fantomatica Black Death Group: organizzazione criminale reale oppure una o più persone che si vogliano accreditare in questo ruolo? Herba è stato definito dagli stessi investigatori: «Persona pericolosa con tracce di mitomania». Le indagini proseguono per  individuare i presunti complici: pare, infatti, improbabile che il fotografo polacco fosse a conoscenza della esatta ubicazione della borgata di Lemie (e delle Valli di Lanzo) dove ha tenuto per quanche giorno "prigioniera" la giovane inglese.

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