Uniti con Franco al Ministero della salute

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Articolo pubblicato il 15/07/2017 alle ore 10:31.
Uniti con Franco al Ministero della salute 2
Uniti con Franco al Ministero della salute 2

Senza il tuo generoso contributo non avremo mai raggiunto con tanta efficacia il nostro obiettivo, grazie da parte del Comitato italiano associazioni Parkinson. E’ il messaggio riportato su una targa che nei giorni scosi è stata consegnata a Roma, presso il Ministero della salute, al canavesano Franco Minutiello. “Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro, consapevoli che ricco non è colui che possiede, ma colui che dà ed è capace di dare”. La frase, pronunciata da Papa Giovanni II, ben si addice a quanto di straordinario realizzato dal 59enne cuorgnatese. Dopo aver perso il proprio lavoro di autista raccoglitore a causa della malattia, Franco non solo ha portato il Parkinson con la stessa dignità del Pontefice Karol Woytila (affetto dalla sua stessa patologia), ma si è anche speso in prima persona con dedizione e passione per sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sulla necessità di affrontare con serietà una revisione della normativa sui lavoratori con gravi problemi di salute. Attorno alla sua figura e al suo inesauribile impegno si sono riunite, per la prima volta in Italia, tutte le associazioni dei malati. Sotto la bandiera della solidarietà è nato un unico Comitato, grazie alla rinnovata consapevolezza che per ottenere attenzione ed ascolto a livello nazionale e non solo ci si debba spendere come collettivo. Nella giornata di martedì 11 luglio, i rappresentanti del neonato sodalizio, insieme a Franco Minutiello, sono stati nuovamente nella capitale. La delegazione, composta da Franco Minutiello, Giulio Maldacea, Stefania Lavore, Gianni Pezzoli, Franco Guido Salvi e Tony Marra, ha fatto tappa in Lungotevere Ripa, dove nella sede del dicastero della Salute il 59enne originario di Castellamonte e i membri del Comitato italiano associazioni Parkinson hanno incontrato lo staff del Ministro Lorenzin. L’appuntamento è stato così un’occasione importante per sedersi attorno ad un tavolo “tecnico” discutendo di welfare e cercando soluzioni condivise sia a livello normativo che a livello di strategie di supporto sul territorio per non far più sentire soli i malati di Parkinson e i loro familiari. Non siamo più pazienti è, invece, l’hashtag della campagna solidale lanciata dal Comitato Nazionale Associazioni Parkinson. “La malattia di Parkinson è stata descritta per la prima volta 200 anni fa. Ad oggi non esiste una cura, non sappiamo quanti malati ci sono in Italia, non sappiamo dove sono, non sappiamo come vengono curati e di cosa hanno bisogno. Sappiamo che la malattia negli ultimi anni colpisce sempre di più anche i giovani e che i malati sono raddoppiati negli ultimi 8 anni” spiegano dal sodalizio, il cui obiettivo dichiarato è migliorare la qualità della vita delle persone affette dalla patologia e dei loro familiari. Il gruppo ha anche deciso di promuovere una petizione online su change.org “per rivendicare il nostro diritto ad informazioni, cure e servizi equamente disponibili sul territorio. Siamo arrivati già aoltre 4000 firme in pochi giorni, il nostro obiettivo è 50.000 firme entro settembre”. Per sostenere questa iniziativa e firmare la petizione su internet bisogna cliccare su: https://www.change.org/p/300-000-italiani-hanno-il-parkinson-non-sono-pi%C3%B9-pazienti-hanno-bisogno-della-tua-firma.

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